giovedì 31 gennaio 2008

«Incassata solo la prima tranche»

La giudice Simona Panzera che dovrà decidere in merito alla richiesta di rimessione in libertà o «domiciliari» che sarà presentata oggi dall’avvocato Pasquale Annicchiarico

fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 31.1.2008

Hanno raccontato la loro versione dei fatti, giustificando il loro operato dinanzi alla giudice Simona Panzera che li ha fatti arrestare, i due imprenditori che si trovano in carcere con l’accusa di aver ottenuto illecitamente e attraverso false fatture un contributo comunitario per la realizzazione di un albergo a Campomarino. Il primo a rispondere alle domande del giudice è stato Gustavo Erario. Assistito dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, l’imprenditore ha spiegato di aver ottenuto solo la prima tranche del finanziamento di circa 600mila euro e di aver avviato con quei soldi i lavori dell’albergo. Erario ha riferito di essersi trovato poi in difficoltà e di aver chiesto fatture per lavori realizzati solo in parte. Poi, ad essere interrogato è stato il costruttore Antonio Guida.
Guida, anche lui difeso dall’avvocato Annicchiarico, ha spiegato di aver svolto i lavori relativi alla prima tranche del finanziamento e di aver presentato fatture per lavori solo in parte realizzati ma che dovevano essere comunque conclusi con gli stessi importi. La necessità di lavorare, dunque, lo avrebbe portato ad accelerare l’iter contabile.
Poi, i lavori si sono bloccati e sono fermi da almeno due anni. Forse già questa mattina, l’avvocato Annicchiarico intende chiedere la rimessione in libertà per i due imprenditori (entrambi incensurati) alla stessa giudice che potrebbe sciogliere la riserva nei primi giorni della prossima settimana.

Operazione Carabinieri.

fonte Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, 31.1.2008

A San Michele Salentino, i carabinieri della locale stazione a conclusione di attivita’ di indagine, hanno deferito in stato di liberta’ D.C.A., 32enne, e R.P., 38enne, entrambi di Oria, per truffa, calunnia e simulazione di reato in concorso. Costoro, hanno acquistato alcune autovetture di grossa cilindrata, per un valore complessivo di euro 89.800, da un rivenditore del luogo, pagando con assegni post-datati dei quali ne hanno poi falsamente denunciato il furto.

Ebrei traducono il testo del prof. Giuseppe D’Amico

fonte Lachiazza.it, 30.1.2008


E’ di questa sera la meravigliosa notizia, comunicata da Mr. Morris, che un gruppo di ebrei, appassionati cultori della storia della comunità giudaica oritana, ha iniziato la traduzione del libro del prof. Giuseppe D’amico ” La comunità ebraica oritana e il suo Rione ” che gli stessi hanno avuto in dono dal capitano del rione Judea lo scorso ottobre. In occasione della festa dei Tabernacoli infatti numerosissimi ebrei da tutto il mondo si danno appuntamento, presso un resort locale, per celebrare insieme quella che è una delle festività più importanti della tradizione religiosa ebraica. Già nel 2006 un’altra delegazione di ebrei aveva fatto visita ad Oria, mentre lo scorso ottobre, grazie alle relazioni strette con Diego Moretto, hanno avuto modo di approfondire la loro visita al quartiere ebraico con una visita guidata organizzata di concerto con l’Amministrazione Comunale di Oria e durante la quale hanno ricevuto in dono il testo del prof. D’Amico scritto e curato dal rione Judea.
Attualmente è stata tradotta solo l’introduzione ed il primo capitolo del testo, ma, a breve, pare, saranno disponibili anche le traduzioni degli altri capitoli: non è chiaro però se la traduzione verrà pubblicata, per adesso circola solo in una stretta cerchia di appassionati in tutto il mondo, ma è chiara l’attenzione che gli ebrei riservano per Oria e la sua antichissima comunità giudaica.
E’ tempo forse che si riservasse, anche da parte nostra, un maggiore interesse per questa parte della gloriosa storia di Oria: nel frattempo attendiamo chi, da lontano, non solo si appassiona alla nostra antichità, ma addirittura ci raggiunge per recitare, in comunione con gli ebrei di tutto il mondo, uno dei più importanti inni religiosi della tradizione ebraica, scritto ad Oria, da un ebreo oritano.

mercoledì 30 gennaio 2008

Un Consiglio - lampo per approvare "tutto"

E' durato appena 20 minuti Un Consiglio-lampo per approvare "tutto"

fonte Il Quotidiano, 30.1.2008

Sono bastati venti minuti, in un'aula semivuota, al consiglio comunale di Oria per esaurire tutti i punti all'ordine del giorno. Bisognava pronunciarsi sull'approvazione dello statuto del Consorzio "Autorità" d'Ambito per la gestione del servizio idrico integrato della Regione Puglia, ossia l'Ato Puglia. Un atto formale, passato all'unanimità dei presenti. L'unico intervento è stato di Francesco Greco. Il consigliere di maggioranza, in quota An, ha voluto sottolineare come il nuovo soggetto non sarà altro che un novello "carrozzone" che continuerà ad erogare servizi di bassa qualità. Deserti i banchi dell'opposizione che, con questo gesto, ha voluto dare seguito a quanto dichiarato dal consigliere del Pd Tommaso Carone: «Non parteciperemo più ad alcun altro Consiglio finché non sarà ristabilito un clima di serenità e agibilità democratica». A generare la protesta la denuncia anonima che aveva-impedito che si discutesse nell' assise la situazione di un cantiere edile, il cui titolare è un consigliere dissociatosi dalla maggioranza. Per il centro sinistra si è trattato del segnale chiarissimo di un clima politico di intimidazione e di ricatto. La giunta non si lasciata tirare dentro e, come annunciato, ha risposto convocando un consiglio comunale straordinario monotematico su "correttezza e moralità dell'azione ammimstrativa". L'appuntamento è per l'8 febbraio, una data che, viste le premesse, sembra un passaggio fondamentale per la vita politica della città.

Eolo: in silenzio davanti al giudice

di FRANCESCA D'ABRAMO, Il Quotidiano, 30.1.2008
Ieri è stato il giorno degli interrogatori per gli imprenditori arrestati nell'ambito dell'operazione "Eolo", condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Brindisi. I primi ad essere sentiti, alja presenza del GIP, Simona Pdnzera, sono stati coloro cui sono toccati i domiciliari; nella giornata di oggi, invece, si ascolteranno i due imprenditori finiti nella casa circondariale brindisina di via Appia. Gli ordini di custodia cautelare emessi sono stati in tutto sette, di cui due in carcere, all'indirizzo di noti imprenditori, Gustavo Erario 54 anni, e Antonio Guida 51 enne, e cinque ai domiciliari: Fernando Visconte, 33anni; Giuseppe Vero, di 30 anni, Emanuele De Vangelio, di 31, e due omonimi Salvatore Sasso, uno di 35 e l'altro di 38 anni. Sono tutti incensurati e tutti di Oria ad eccezione di De Vangelio, di Latiano, e del brindisino Giuseppe Vero. L'accusa è di aver architettato una frode da dieci milioni euro costruita con fatture false, per un valore di cinque milioni di euro, e contributi da due milioni di euro, ottenuti in forma illecita dal Ministero delle Attività Produttive tramite la legge 488/92. Dieci le società coinvolte, cui è anche contestata evasione dell'Iva. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle il tutto sarebbe avvenuto per far figurare la necessaria solidità economica per accedere al finanziamento pubblico. Questo denaro sarebbe stato utilizzato dalla "Vento", che fa capo ad Erario e che si è servita delle ditta di Guida, per costruire un residence, a costo zero, a Campomarino, frazione balneare del Comune ionico di Maruggio. Nel corso dei primi interrogatori gli arrestati, su consiglio dei loro legali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. «E' assolutamente fantasioso contestare il "concorso in truffa aggravata" ad un operaio il quale avrebbe partecipato con un imprenditore che ha fatto un finanziamento di cinque milioni di euro - dice l'avvocato Pasquale Fistetti, difensore di Salvatore Sasso - ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere; la misura cautelare non è stata annullata, ma farò subito istanza di riesame presso il Tribunale delle Libertà di Lecce per ottenere la scarcerazione». Stesso iter sarà seguito dall'avvocato Cosimo Assanti difensore dell'altro Salvatore Sasso, il quale ha detto che saià provata la totale estraneità dell'uomo ai reati contestati. Più interessanti potrebbero rivelarsi gli interrogatori di oggi. Saranno sentiti Gustavo Erano e Antonio Guida, imprenditori conosciuti e stimati in città, attualmente reclusi. Quest'ultimo, precisa il direttivo cittadino di Forza Italia, non risulta tesserato'al partito, e non è stato candidato, come invece erroneamente riferito. Il legale dei due, Pasquale Annicchiarico, ha detto che i suoi assistiti intendono chiarire la propria posizione, rispondendo alle domande e 'scendendo nel dettaglio dei fatti contestati.

Convocazione Consiglio Comunale

Il Consiglio Comunale è convocato per il giorno venerdi 8/02/2008 alle ore 15,30 in seduta straordinaria di prima convocazione, per trattare il seguente argomento:
1) Correttezza e moralità della azione amministrativa

martedì 29 gennaio 2008

Gustavo Erario, l'imprenditore oritano che si è fatto da sé

di EMILIO MOLA, Senzacolonne, 29.1.2008

A un amico, che dopo la prima denuncia di un anno fa gli chiese cosa ne pensasse dei guai giudiziari in cui si era impantanato per la costruzione di quel lussuoso albergo a pochi passi dal mare, serafico rispose: "Sono partito da zero, e male che vada potranno solo farmi tornare a zero".
Si riassume così, con queste parole, la parabola professionale di Gustavo Erario, classe 1953, che partito dal niente ha dato vita a una realtà imprenditoriale, tra le più floride e solide che si conoscano in città. Un piccolo impero fondato sull'energia, sui carburanti, sul gas, ma anche su una miscela sapiente tra idee, tempistica, aiuti statali e un pizzico di fortuna che, si sa, non guasta mai. Figlio di un umile apicoltore del posto, Gustavo Erario è stato cresciuto tra le quattro mura di casa sfamato a pane e valori. Quelli che gli impartiva il padre Gino, mente genuina e storica guida morale del partito comunista di Oria. Conclusi gli studi, per i quali non si sentiva particolarmente portato, il giovane Erario comincia a cercare lavoro, trovando occupazione in veste di operaio presso un'azienda fuori dalle mura cittadine. Ma è un'esperienza che non lo entusiasma. Per il suo futuro ha ben altre aspettative, e difatti dopo due anni e poco più, a quasi trent'anni compiti, smette gli abiti del dipendente per tentare il tutto per tutto, e divenire un lavoratore autonomo. L'occasione si presenta sul finire degli anni settanta con la chiusura della stazione per rifornimento carburanti di via Manduria. Pare gli affari non andassero bene, ma Erario intuisce che alla base di quel fallimento c'è solo scarsità di idee. II punto è infatti strategicamente ideale perchè situato a ridosso della circonvallazione e lungo una delle arterie viarie che uniscono la provincia brindisina a quella ionica. Contatta così la "Petrolpuglia" di Bari, presentando ai dirigenti della stessa un progetto alternativo. Il suo piano prevede, tra le altre cose, la costruzione di un piccolo bar tabacchi e di un autolavaggio all'aperto. In circolazione ce ne sono pochissimi altri, e l'azienda petrolifera da il suo ok. Nell'iniziativa Erario si getta a capo-,, fitto completamente da solo, investendo soldi propri, accumulati in pochi anni di lavoro. Il successo è immediato. L'area di servizio torna florida e produttiva, e per un lustro circa, il suo giovane gestore riesce a tirar su un bel po' di quattrini. Potrebbe fermarsi e campare di renlta. Ma per lui sarebbe un eresia. Nei primi anni novanta il governo vara una legge destinata a fare storia. E'la cosiddetta "488". Lo Stato offre aiuti economici sostanziosi e a fondo perduto, a tutti coloro che nelle aree depresse del paese abbiano idee imprenditoriali degne di essere realizzate. Ed Erario ce l'ha. Lavorando nel settore ha notato un vero e proprio vuoto all'interno dell'economia locale. Si chiama "gas". Tutti lo usano ma nessuno lo distribuisce in larga scala. Così presenta allo Stato il progetto di una grande impianto per la fornitura continua di gas a tutti coloro che necessitino di ricaricare bombole e bomboloni in campagna o in città. L'idea viene subito avvallata, finanziata e nel volgere di pochi mesi realizzata. E'il 1994 quando nella città dei quattro rioni nasce "Oria gas". L'impianto è ricavato al di fuori delle mura cittadine lungo la strada provinciale che conduce a Torre Santa Susanna. Per la popolazione locale è una comoda e piccola rivoluzione. Per Erario è il colpo inseguito da tempo. I soldi arrivano letteralmente a palate, e la promessa è ormai una conferma. Poco più che cinquantenne, Gustavo Erario è insomma tra i più affermati imprenditori del posto, più che benestante, con una famiglia a carico e una decina di dipendenti a suo servizio, quando all'alba del nuovo millennio si affaccia nella sua mente l'idea di osare ancora. Ma questa volta non più nel settore energetico. E'il turismo la nuova frontiera. Per Erario il cavallo su cui puntare è la località balneare di Campomarino, piccolà frazione di Maruggio nella provincia di Taranto, tra San Pietro e Torre Ovo. Ogni anno i turisti accorrono a decine di migliaia: ma i luoghi in cui ospitarli sono pressoché inesistenti. Nasce così l'idea di realizzare in loco un enorme e lussuoso complesso alberghiero. Il progetto riceve ancora una volta i finanziamenti statali. Ma questa volta qualcosa va storto. E'la guardia di finanza a scoprire irregolarità gravi che portano nel volgere di pochi mesi, prima alla denuncia dell'imprenditore oritano, e infine, poche ore fa, al suo arresto.

Stimati ed apprezzati. Una città sotto shock.

di Francesca d'Abramo, Il Quotidiano, 29.1.2008


Sono imprenditori molto noti nella città di Oria, Gustavo Erario e Antonio Guida, i due arrestati, l'altro giorno, dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Francavilla Forytana, con l'accusa di frodé fiscale, falsa emissione di fatture e concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Entrambi sono considerati, tanto dai dipendenti quanto dagli altri imprenditori oritani del settore, persone di tutto rispetto, lavoratori seri e determinati, ed anche onesti.
Gustavo Erario, 54enne, coinvolto nell'inchiesta per essere il titolare e l'amministratore della società "Vento Srl", opera principalmente nel settore dei carburanti. È infatti il proprietario della stazione di servizio Agip di via Manduria e della Oritana Gas, una ditta con sede alla periferia della città, che ricarica le bombole portatili di gas ed i serbatoi di gpl per usi domestici. Sul lavoro è noto per la sua disponibilità, confermata anche dai numerosi dipendenti. Non è propriamente un imprenditore nel campo dell'edilizia, ma risulta essere il proprietario del residence finito nel mirino delle Fiamme Gialle. Come moltissimi oritani, Erario ama le spiagge di Campomarino, qui un suo interessamento anche dal punto di vista immobiliare alla frazione del Comune di Maruggio.
Nella realizzazione del complesso turistico, ancora da ultimare, si era giovato dell'aiuto dell'altro imprenditore coinvolto e portato in carcere, Antonio Guida. Quest'ultimo, invece, è specializzato nel settore delle costruzioni. Geometra, 51 enne, è titolare di una ditta che si occupa di edilizia per uso abitativo, ma anche di costruzioni civili ed industriali. Diverse sono le opere realizzate dalla "Guida Srî" a Oria e a Campomarino. Nonostante il loro sodalizio imprenditoriale, i due politicamente non viaggiano sullo stesso fronte. Gustavo Erario, pur non avendo mai preso parte attiva alla vita politica oritana, non fa mistero delle sue simpatie verso l'area del centro-sinistra, mentre Antonio Guida è sostenitore di Forza Italia, nelle cui liste è stato anche candidato. Il fratello, Giovanni, ricopre attualmente la carica di vicesindaco e ha una delega assessorile nella giunta che amministra Oria. I guai del "Residence del Vento" di Campomarino eranes noti da oramai un paio di anni, nessuno però sospettava degli sviluppi tanto gravi e repentini della vicenda.
Sono oritane anche altre tre delle persone, coinvolte: Femando Visconte, 33 anni, finito ai domiciliari, si occupa di impiantistica, soprattutto idraulica. La sua è una piccola ditta che lavora in genere per committenti più grossi. Anche Visconte ha fama di essere un imprenditore serio. Conosciuti anche i cugini Salvatore Sasso, omonimi, di 35 e 38 anni. Questi ultimi gestiscono la ditta di famiglia, con sede in viale Grande Europa, attiva nel settore del movimento terra e degli scavi per usi civili, industriali ed agricoli.

Una struttura imponente e strategica per lo sviluppo della località. Quel cantiere da favola, rimasto ora a metà

fonte, Il Quotidiano, 29.1.2008

La vicenda giudiziaria riguarda più nello specifico un'area che sorge in località "Commenda" a Campomarino di Maruggio, nella quale sorge ben visibile una struttura principale ed alcune costruzioni più piccole, tutte allo stato rustico, facenti parte di un progetto che vedrebbe sorgere un mega-albergo assieme ad una serie di abitazioni vicine.
Nello stesso luogo sono presenti anche delle baracche porta-attrezzi lasciate sul posto dall'impresa addetta ai lavori di costruzione ma che risultano anch'esse abbandonate. Al lato di questa costruzione, sempre nella medesima area, sorge già un villaggio composto da villette costruite in precedenza e da tempo abitabili. Per quanto riguarda la costruzione di questo mega albergo, il comune di Maruggio avrebbe sin dagli anni '90 autorizzato un piano di lottizzazione onnicomprensivo alla "Onda Verde Immobiliare Srl" in virtù del fatto che detta zona risulta destinata ad attività turistico alberghiera. In seguito, lo stesso comune di Maruggio, ha rilasciato la concessione numero 177 del 13 agosto 2004 per la costruzione dell'albergo alla ditta ' Gustavo Erario di Oria. Pertanto, come ha fatto notare lo stesso sindaco di Maruggio, Alberto Chimienti, questa lottizzazione è stata ereditata da questa amministrazione e comunque da quanto risulterebbe agli atti non ci sarebbero problemi riguardanti la destinazione dell'area e tanto meno la concessione.
Certamente, date le comode ed adeguate vie di comunicazione e la posizione quindi facilmente raggiungibile sia dal la litoranea che dalla nuova circonvallazione, il sito si presti bene ad attività turistica, trovandosi, tra l'altro, non molto lontam, dalla litoranea.
Ovviamente la noti zia degli avvenuti arre sti in quel di Oria e coi legati al cantiere de scritto ha suscitato u3. certo scalpore oltre ch, rammarico da parte du cittadini di Maruggi,che avevano intravisto nel sorgere di questo complesso turistico un ulteriore sviluppo della zona anche sotto il profilo dell'occupazione. Saranno gli ulteriori ap profondimenti investigativi. ma anche le contromosse che la difesa è pronta a giocare, a definire ancor meglio il quadro complessivo e a dire cosi fine sarà di quella struttura per ora lasciata ferma a metà dell'opera.

Vacanze extra lusso con truffa. Sette imprenditori in manette

di GIORGIO GARGASOLE, Il Quotidiano, 29.1.2008

Eolo, è questo nome dell'operazione della Guardia di finanza della compagnia di Francavilla Fontana che ha permesso di scoprire una frode stimata in dieci milioni curo tra fatture false per un valore di cinque milioni di curo e contributi ottenuti in forma illecita di circa due milioni di euro, percepiti dal ministéro delle Attività produttive. Raggiro che raggiunge i dieci milioni se si considerano anche le evasioni dell'Iva delle dieci società coinvolte nella vicenda. Il tutto per percepire la necessaria solidità economica alla base del finanziamento dei due milioni di curo necessari alla società "Vento" (da qui anche il nome Eolo dato all'operazione dei finanzieri) per ottenere dal Ministero il denaro necessario alla costruzione di un villaggio turistico situato in località Campomarino, comune di Maruggio, provincia di Taranto. Finanziamento reso possibile attraverso la legge 488/92.
Il denaro ottenuto rappresenta il 52% delle risorse erogate dallo Stato per questo tipo di opere. Una struttura turistica a quattro stelle, come hanno potuto constatare i finanzieri che hanno condotto questa indagine nel corso dell'ultimo anno. Opere che poi sarebbero state rivendute, operazione possibile attraverso l'acquisto delle villette da parte dei villeggianti e dei turisti. Una struttura non ancora ultimata ed al momento ferma visto il coinvolgimento della società, la "Vento", in questa vicenda giudiziaria.
Ieri mattina per questi fatti la Guardia di finanza ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori di Oria. Due di loro sono finiti in galera: Gustavo Erario, 54 anni, titolare della società Vento, ed Antonio Guida, 51 anni. Arresti domiciliari, invece, per Fernando Visconte, 33 anni; Salvatore Sasso, 35 anni, e il suo omonimo e cugino di 38 anni, anche loro di Oria; Giuseppe Vero, 30 anni, di Brindisi, ed Emanuele De Vangelio, 31 anni, di Latiano. Si tratta dei titolari di varie società edili che attraverso l'emissione- di fatture false avrebbero offerto l'opportunità alla Vento di realizzare l'opera nel comune di Maruggio. Fàtture che da quanto hanno potuto appurare i finanzieri corrispondevano ad un giro di emissioni false per opere mai realizzate.
Giro di carte che aveva lo scopo di conferire alla Vento la necessaria solidità patrimoniale che serviva per ottenere i soldi dal Ministero delle infrastrutture attraverso la 488. I principali artefici di questa vicenda sarebbero stati i due imprenditori di Oria finiti in carcere a seguito dei provvedimenti restrittivi che, come per gli altri cinque finiti ai domiciliari, portano le firme del gip Simona Panzera su richiesta del sostituto procuratore Cristina Fasano.
Erario aveva affidato alla società Ibi Costruzioni Srl di Guida il compito di realizzare la struttura turistica sullo Ionio.
Per farlo avevano chiesto un finanziamento di un milione e 958mi1a curo al ministero delle infrastrutture. Alla base di questa richiesta tutta una serie di documentazioni e fatture che la sua società avrebbe ottenuto da diverse imprese del settore edile come la ditta individuale "Guida Antonio", la "Ibi Costruzioni Srl", la ditta individuale "Sasso Salvatore Scavi". Un castello di fatture false - sostengono gli inquirenti - che hanno visto queste tre società poter contare sulle emissioni di altre fatture false a loro favore da diverse società quali la "Riflessi Srl", la "Sumaedilizia", la "Le.d.", la "Scavi Nord Sud Est", la "sasso Salvatore Scavi", la "Edil Ge Srl" e la "DI". Ditte e società che hanno le proprie sedi principalmente ad Oria anche se nell'indagine risultano coinvolte società di Latiano e di Brindisi.
L'accusa nei confronti delle sette persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi è quella di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa due milioni di euro e devono rispondere anche di emissione di fatture false e di aver presentato agli uffici finanzieri dichiarazioni fraadolente ai fini delle imposte dirette e dell'Iva utilizzando fatture false per oltre lOrnilioni di curo.
Per gli inquirenti, Erario sarebbe diventato il proprietario di una struttura turistica a quattro stelle a costo zero visto che sarebbero stati impegnati i soldi del finanziamento pubblico ed i ricavi legati alle fatture false per cinque milioni di euro. I particolari di ques zione sono stati resi mattina nel corso di una conferenza stampa che si é tenuta presso il comando della Guardia di finanza di Brindisi.

"Pronti a chiarire tutti i fatti di questa vicenda"

di Francesca d'Abramo, Il Quotidiano, 29.1.2008

"Oggi saranno sentiti gli accusati che si trovano agli arresti domiciliari, domani invece sarà la volta di coloro che sono detenuti presso la casa circondariale di via Appia a Brindisi. Abbiamo intenzione di rispondere, con serenità, alle domande e fornire tutti i chiarimenti del caso agli inquirenti: questa è la nostra linea difensiva".
A rilasciare la dichiarazione è l'avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di quasi tutti gli imprenditori oritani coinvolti nell'operazione "Eolo". Gli interrogatori, cui egli presenzierà con l'obiettivo dichiarato di fare luce sulla vicenda dal punto di vista dei suoi assistiti e spiegare la loro posizione, saranno tenuti dal gip ha firmato i provvedimenti restrittivi, Simona Panzera; vista l'entità del fatto, ci sarà anche il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Cristina Fasano. «Dopo che avremo risposto punto per punto a quanto contestato - continua Annicchiarico - potremo anche valutare la possibilità di presentare un ricorso alle autorità competenti per ottenere la scarcerazione».
Secondo la linea difensiva, i fatti contestati non sono recenti e nell'inchiesta principale, partita oramai alcuni anni or sono, non ci sarebbe stata la scoperta di nuovi elementi probatori. A determinare la svolta con la decisione di passare a misure restrittive è stato il rischio di un possibile inquinamento probatorio. Secondo l'accusa, gli imprenditori coinvolti avrebbero distrutto 0 occultato dei documenti contabili e fiscali con lo scopo di rendere difficili, o addirittura impedire, le indagini della Guardia di Finanza, che sapevano essere in corso. Si annuncia battaglia.

Un anno fa le prime denunce e stop ai lavori

di Roberta Grassi, Senzacolonne 29.1.2008

Un anno fa, giorno più giorno meno, l'indagine dei finanzieri era già bella che conclusa. Il resort scintillante di quattro stelle fermo e immobile, irreperibile il cartello informativo svanito nel nulla. La guardia di finanza della compagnia di Francavilla, non tragga in inganno la location "tarantina" dell'enorme coni P.lesso ricettivo in fase di costruzione, giunse a fiutare puzzo di bruciato in una tela di relazioni a suon di banconote intessuta tra una serie di imprese indigene. Tutte o quasi con sede nella terra degli Imperiali. Fu nel febbraio del 2006 che i militari, partendo dal business della sola "Ibi costruzioni Srl" svelarono tutto quanto l'ordito sostante, fatture su fatture. E ancora fatture. False dalla prima all'ultima, lavori mai effettuati, compravendite mai riscontrate nella concretezza dei fatti.
Si comprese dunque, assunto corredato di una sequela di denunce a piede libero, mutatesi straordinariamente in un ordinanza di arresto, ché gli investigatori a queste latitudini non ne fanno mistero, le manette per truffa sono una rarità, tra i primissimi casi per la procura di Brindisi, negli ultimi tempi, che quel luccicoso progetto già esistente, palme e piscine d'acqua blu si ergeva su fondamenta di fango. Il sistema iniziò allora a traballare, è crollato ieri mattina quando l'ordinanza di custodia cautelare per i due più attivi protagonisti e quella ai domiciliari per gli altri cinque attori, tutti imprenditori della zona, uno brindisino, l'altro latianese e tutto il resto made in Oria, è stata eseguita di primissimo mattino dai finanzieri della compagnia di Francavilla Fontana, diretti dal capitano Benedetto Labianca.
II filo di Arianna ha portato alla luce una lunghissima serie di macchinose transazioni attestate e mai avvenute. Denaro che partiva, girava, sostava per poi essere recapitato nelle stesse mani.
Era stato l'imprenditore Gustavo Erario ad acquistare il terreno dal conte D'Ayala, in riva al mare, in una zona, quella di Campomarino, località balneare del Comune di Maruggio, in crescita esponenziale in quanto a turismo & co.
Detto fatto, stretta di mano con Antonio Guida, altro imprenditore compaesano, il business milionario era stato tracciato a colori su carta, dipinto fin nei minimi e lussuosi particolari. Roba per pochi, hotel imponente e elitario nell'idea di coloro che ne avevano studiato la messa in opera, dalla posa della prima pietra fino all'ultimo dei 6 milioni di euro che ci sarebbero voluti.
Tanto fu accertato e già allora la sfilza di partecipanti al gioco fu iscritta nel registro degli indagati. Fermi i lavori, mai più una sola ruspa in quell'angolo di costa ionica.
La "Vento Srl" smise di fare affari, attestato che i 2 milioni ricevuti a mo' di finanziamento dal ministero delle Attività produttive, ai sensi della legge 488, erano stati concessi su un mucchio di fatture false, non rispondenti a movimenti reali di denaro né a opere e acquisti realmente avvenuti.
Dei bilanci di tutte le "cartiere" i satelliti che smistavano scartoffie e che erano appositamente create, tanto spesso, la "Vento Srl" in qualità di punta di diamante, il resto a seguire in ordine piramidale, fu tracciato un sunto ricercando e tirando fuori, cifra per cifrà, i singoli passaggi: Ubi costruzioni Srl" di Guido, con fatture emésse per operazioni inesistenti dall'ammontare di 1,609 milioni di euro. Importi utilizzati per l'opera di cui sopra, sempre a frontelti operazioni inesistenti, pari a 1,535 milioni di euro.
Per la "Vento Srl", l'unica a risucchiare senza elargire, 2.884 milioni di euro. Queste le uniche due a versare per le opere, dunque ad ambire ai fondi 488. Le altre tutte "emissarie", senza nulla guadagnarci in cambio, dunque fittizie nel convincimento degli inquirenti. Un totale imponente, 10 milioni di iva sottratti allo Stato, truffa aggravata, emissione di false fatture, occultamento di documenti contabili. Ipotesi che hanno infine riempito le trentotto pagine dell'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gie Simona Panzera su richiesta del pubblico ministero Cristina Fasano.
Gustavo Erario e Antonio Guido in cella, gli altri, Emanuele De Vangelio, Salvatore Sasso (senior), Salvatore Sasso (junior), Giuseppe Vero, Fernamdo Visconte ai domiciliari. Tre denunce a piede libero: Giancarlo.Capobianco, Rosmeri De Tommaso e Cosimo Suma.
Primo stop seguito dal botto, truffa ricostruita in ogni suo capitolo, un anno di ingegnosa applicazione per coloro che il sistema lo avevano studiato, mischiando le carte fino a renderlo incomprensibile, andato in fumo. Con tutti e 6 i milioni di euro, investimento assolutamente gratis.

Maxi Truffa per l'hotel sullo Jonio

di Roberta Grassi, Senzacolonne, 29.1.2008

Altro che vento, aria fritta da cui due imprenditori più cinque "satelliti" avevano tirato su il rustico di un mega albergo di stralusso Campomarino, località marina di Maruggio. Contrada Vento, evocativa location in cui la nuovissima di fattura "Vento srl", aveva incastonato una perla da 6 milioni & curo ancora in corso di costruzione senza tirare fuori un cent, per grazia ricevuta da un finanziamento di 2 milioni ottenuto, sulla base della presunta frode, ai sensi della arcinota legge 488. Operazione "Eolo" in piedi sin dal febbraio 2006, anno in cui la ditta oritana, insieme a tutte le altre che provvedevano a fatturare il nulla, una piramide formata alla base da cinque altre società "cartiere", sarebbe riuscita per di più a evadere il fisco, in quanto a imponibile Iva, per circa 10 milioni di euro, complessivi. Ieri mattina i finanzieri della compagnia della guardia di finanza di Francavilla Fontana, coordinati dal capitano Benedetto Labianca, hanno eseguito sette ordinanze di custodia, due in carcere e cinque ai domiciliari. A partire da Antonio Guida e Gustavo Erario, 51 e 55 anni, il primo tra i due legale rappresentante della Ubi Costruzioni", anello di congiunzione tra la "Vento" e le altre, ditta che per prima è stata sottoposta ai controlli delle fiamme gialle. Insieme a loro sono stati destinatari del medesimo provvedimento, disposto dal gip Simona Panzera, su richiesta del pubblico ministero Cristina Fasano, i titolari delle altre ditte: Emanuele De Vangelio, Latianese di 31 anni, Salvatore Sasso senior, oritano di 38 anni e Salvatore Sasso junior, oritano di 35 anni, Giuseppe Vero, brindisino di 30 anni e Fernando Visconti di 33, anche quest'ultimo di Oria, come i più del gruppo. Sono accusati, in concorso, di frode aggravata ai danni dello Stato, di emissione di fatture false per attestare operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento e distruzione di documenti contabili. Indagati a piede libero Giancarlo Capobianco, 45 anni di Francavilla, Rosmeri De Tommaso, 32 anni di Oria e la "Vento srl" in quanto persona giuridica.
Lo scopo del giro d'affari a parecchi zeri creato artificiosamente era tanto per cominciare riuscire ad accedere al finanziamento concesso dal ministero delle Attività Produttive sulla base dell'analisi della solidità della ditta richiedente, criteri di affidabilità e volume d'affari da proporzionare al denaro da concederé; per la "Vento", un totale di 2 milioni circa, il 52 per cento del tetto massimo stanziabile. Il progetto da 6 milioni di curo era in fase di realizzazione, fermo da circa un anno, da quando cioè furono attestate dai finanzieri francavillesi le prime irregolarità per cui gli stessi personaggi, riconosciuti avere ruolo attivo nella "macchinazione", furono iscritti nel registro degli indagati.
Per giungere ad attestare al ministero di possedere i requisiti per intascare i fondi, la "Vento", attività "esercente di alberghi, motel con ristorante" si sarebbe fatta fatturare lavori edili mai eseguiti per lo più dalla "Ibi costruzioni" di Antonio Guida, avrebbe avuto rapporti mai riscontrati con la ditta individuale "Erario Gustavo", dell'omonimo legale rappresentante, bolle giustificate di tutto punto, come quelle transitate tra le altre società. Un circolo vorticoso che teneva legate da rapporti economici mai esistiti la "Vento Srl", la "Ibi costruzioni", la "Sasso Salvatore scavi, la "Guida Antonio" che a loro volta ricevevano fatture dalla "Riflessi Srl, la "Suma edilizia" (di v Cosimo Suma), la "Ied" di Emanuele De Vangelio, la "Scavi nord sud est" di Salvatore Sasso, la "Edil Ge Srl" e la "Di Capobianco Giancarlo".
L'una fatturava all'altra, in scala gerarchica, tutto convogliato all'apice del sistema, con tanto di causali ben esplicitate, fantasiosamente inventate secondo gli inquirenti, seppur verosimili. Gli importi variavano, gli investigatori scavando nelle banche dati degli istituti di credito, tra gli appunti e le scritture private e nella contabilità delle diverse tessere del mosaico che infine si ricomponeva. Somme versate che tornavano nella disponibilità di chi le aveva elargite.
Oltre a ottenere i 2 milioni di fondi 488, il guadagno, giungeva dai vantaggi ottenuti per la falsa dichiarazione di percentuale Iva che ne veniva da ogni falsa fatturazione.
Le indagini sono partite da una ordinaria verifica fiscale a carico della "Ibi Costruzioni Srl" di Antonio Guida da cui si accertava che la stessa aveva prodotto un "complesso e intricato" giro di fatture intercorse con altri imprenditori. Dunque si accertava in seguito che tali attestazioni convogliavano tutte al medesimo punto, riguardavano tutte "apparentemente" la realizzazione di lavori presso il cantiere di Campomarino in cui era in corso la costruzione di un complesso turistico alberghiero da parte della "Vento Srl" rappresentata da Gustavo Erario, proprio la ditta che aveva richiesto l'accesso al finanziamento ai sensi della legge 488. Quindi tutto il resto delle relazioni, passaggi cartacei a suon di centinaia di migliaia di curo che non trovavano puntualmente rispondenza nella realtà.
Con annessa "assenza di scritture contabili" in taluni casi che ha poi configurato l'accusa di occultamento di documenti, contestata a tutti e sette gli arrestati.
I lavori in riva al bel mare di Campomarino sono fermi da almeno un anno, l'enorme edificio in procinto di divenire una struttura ricettiva come poche, quattro stelle e macchine di lusso in fila all'ingresso, fondata su una frode, è immobile ora in un aura di incertezza rispetto a quel che se ne farà. L'ingranaggio che ne aveva "finanziato" la realizzazione è stato smantellato dai finanzieri francavillesi, le concessioni, regolarissime, restano in vigore e consentirebbero la prosecuzione dell'opera che, il rischio esiste, potrebbe finire per essere l'ennesima cattedrale nel deserto.
Bella, stupenda e incompiuta.

"Hotel Vento". 240 posti per un resort di gran lusso

di EMILIO MOLA, Senzacolonne, 29.1.2008

Sei milioni di euro investiti, 240 posti letto previsti, una sessantina le maestranze da assumere, con punte di cento dipendenti tra la seconda e la terza settimana di agosto. Sono questi solo alcuni dei numeri da capogiro che stanno alla base del complesso alberghiero in costruzione a Carnpomarino, piccola frazione balneare del Comune di Maruggio (Taranto), dalla società a responsabilità limitata "Vento srl", fondata ad hoc dall'imprenditore orítano Gustavo Erario. Un sogno che, dopo l'arresto di quest'ultimo, del costruttore della struttura e di altri imprenditori, rischia ora di rimanere, e per chissà quanto, niente di più che una orripilante cattedrale nel deserto. Uno scheletro in ferro e cemento, un monumento a imperitura memoria, in un piccolo angolo di paradiso vacanziero.
Eppure le intenzioni, almeno quelle, erano buone. Gustavo Erario aveva capito che un'idea del genere, realizzata in quel punta specifico della cartina geografica; sarebbe stata un'iniziativa imprenditoriale geniale, e a rischio zero. Campomarino di Maruggio; breve striscia pianeggiante di terra e sabbia; affacciata sul Mar Ionio tra larghe spiagge e specchi d'acqua color smeraldo, è diventata negli ultimi anni una meta turistica dallo sviluppo esplosivo, trasformandosi da piccola piazza can annessi bar e gelateria, in una sorta di cantiere a cielo aperto in continua espansione. Ogni anno dal suo ventre spuntano come funghi complessi residenziali che ne dilatano a macchia d'olio il centro abitato. Flotte di nuove villette sbucano dove prima c'erano solo alberi, terra e rocce. Una risposta automatica alla crescente ondata di turisti che da ogni dove cercano in questa località balneare il luogo in cui trascorrere le vacanze. Eppure, fino a poco fa, proprio a Campomarino esisteva un paradosso che le teorie moderne dell'economia di mercato facevano fatica a spiegarsi:
E cioè il contrasto evidente tra la crescente domanda di posti in cui alloggiare, anche per pochi giorni, e la totale assenza di strutture ricettive in grado di soddisfare tale richiesta. Non un albergo, fatta eccezione per un piccolo hotel e centri di "bed and breackfast" diffusi un po' ovunque. Gustavo Erario aveva colto da tempo tale paradosso, vedendoci da buon imprenditore un'ottima occasione di crescita e sviluppo. Da qui l'idea di costituire una società, la "Vento srl", con la quale realizzare il progetta di un complesso alberghiero tagliato su misura del turista tipo del posto: mordi e fuggi:
Il progetto che Erario e i suoi collaboratori mettono su carta è, considerate le dimensioni della località balneare, faraonico. Innanzitutto, il lusso.
Il complesso alberghiera viene progettato per soddisfare tutti i parametri minimi per ottenere le agognate quattro stelle. Al centro di tutto, l'albergo vero e proprio, con recepiton e stanze di ogni tipo e fattura; articolato - su quasi cinque piani- due dei quali sotterranei. A destra e a sinistra dell'edificio principale, altre due strutture a tre piani, fatte di piccole villette a schiera con angolo cucina e davanzale,.Al centro: un'enorme piscina. Complessivamente la struttura potrebbe ospitare un centinaio di appartamenti circa con un numero di pasti letto complessivo pari a circa 240 unità, Per renderla funzionale sarebbero state assunte una sessantina di dipendenti.
Oggi di tutto questo rimane solo uno scheletro, che svetta grigio tra le case rosa del complesso residenziale sorto negli anni di fronte l'immensa villa del conte D'Ayala. Uno scheletro che forse qualcuno prenderà presto in cura, per rivestirlo nuovamente di quelle intenzioni che, dopo le denuneie e gli arresti, sono rimaste su carta.

lunedì 28 gennaio 2008

Operazione Eolo

fonte TRCB Notizie, 28.1.2008
video
filmato proprietà esclusiva di TRCB

Operazione Eolo: una raffica di arresti.

di Carmen Vesco, Puglia TV, 28.1.2008

Operazione Eolo.
Questo il nome di un’operazione condotta da oltre 30 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi, che ha portato questa mattina all’alba all’esecuzione di 7 ordini di custodia cautelare, di cui 2 in carcere e 5 ai domiciliari, per i responsabili di società che operavano nella provincia di Brindisi. Ennesima truffa ai danni dello stato e in particolare della Regione Puglia per un ammontare di circa 2 milioni di euro, indebitamente percepiti dalla ditta Vento s.r.l., che faceva capo a Gustavo Erario. La ditta avrebbe fornito documentazione falsa per presentare una domanda di finanziamento di circa 6 milioni di euro, usufruendo della legge 488 per l’imprenditoria regionale. La Regione Puglia dopo aver vagliato la domanda della ditta ha concesso un finanziamento di 2 milioni di euro, pari al 52% dell’intero costo del progetto di costruzione di un complesso turistico alberghiero 4 stelle, nella località Campo Marino in provincia di Taranto. Le particolari modalità della truffa sarebbero consiste nella costituzione di una serie di società fittizie nel settore dell’edilizia che provvedevano a emettere fatture false per un giro d’affari tale da giustificare il finanziamento. Le ditte coinvolte sono oltre alla Vento s.r.l. da cui prende il nome l’operazione della Guardia di Finanza, la ditta individuale Antonio Guida s.r.l., la ditta individuale Salvatore Sasso s.r.l., e la IBI Costruzioni, che prima dell’avvio delle indagini stava operando nella costruzione del complesso in questione; oltre a una serie di società cartiere. Gli arrestati sono, oltre a Gustavo Erario, Antonio Guida, Fernando Visconte, Giuseppe Vero, Emanuele De Vangelio, e due omonimi Salvatore Sasso, tutti incensurati su cui pendono i reati di frode fiscale aggravata ai danni dello stato, emissione e utilizzo di fatture inesistenti, dichiarazioni fraudolente e occultazione e distruzione di documentazione contabile. Si occupano dell’indagine il P.M., dott.ssa Cristina Fasano, e il GIP, dott.ssa Panzera.

Brindisi, 7 arresti per truffa

Le Fiamme Gialle hanno individuato dieci imprese, i cui rappresentanti legali hanno ottenuto indebitamente erogazioni pubbliche per circa due milioni di euro ed evaso imposte per oltre 10 milioni di euro

fonte LaGazzettadelmezzogiorno.it, 28.1.2008

Sette persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza a Francavilla Fontana (Br), per l'indebita percezione di finanziamenti pubblici per 2mln di euro ed una frode fiscale di 10 mln. Le ordinanze di custodia catutelare, di cui due in carcere e cinque agli arresti domiciliari, sono state emesse dal gip di Brindisi. A quanto si è appreso, i finanzieri hanno individuato 10 imprese i cui rappresentanti legali hanno ottenuto indebitamente erogazioni pubbliche ed evaso l’Iva, mediante fatture false, per oltre 10 milioni di euro.
La truffa era finalizzata ad ottenere illecitamente due milioni di euro dallo Stato, in base alla legge n.488/92, per la costruzione di un complesso turistico a Maruggio (Taranto) ed è stata scoperta dalla guardia di finanza che ha arrestato sette imprenditori brindisini. I militari hanno anche accertato l’evasione di Iva e imposte dirette per dieci milioni.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Brindisi Simona Panzera su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Cristina Fasano.
Due degli arrestati – accusati di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento e distruzione di documentazione fiscale – sono finiti in carcere: Gustavo Erario, di 54 anni, (titolare della società Vento) e Antonio Guida, di 51, entrambi di Oria (Brindisi).
Il beneficio degli arresti domiciliari è stato concesso a Fernando Visconte, di 33 anni, agli omonimi Salvatore Sasso, di 35 e 38, di Oria, Giuseppe Vero, di 30, di Brindisi ed Emanuele De Vangelio, di 31, di Latiano. Questi ultimi cinque, responsabili di aziende edili, secondo gli investigatori avrebbero favorito l’attività della società Vento nell’ottenimento dei finanziamenti pubblici. Attraverso fatturazioni false la Vento avrebbe sancito la necessaria solidità finanziaria. Quando alcuni degli imprenditori coinvolti si sono accorti delle indagini in corso avrebbero distrutto alcuni tra i documenti più compromettenti.
Il complesso turistico di Maruggio è attualmente in fase di ultimazione; i lavori sono stati bloccati di recente in coincidenza con lo sviluppo delle indagini.

FRODE FISCALE DA 10 MILIONI. SETTE ARRESTI DELLA FINANZA

fonte BrindisiTG24, 28.1.2008

E’ di 10 milioni di euro la frode fiscale scoperta dalla guardia di finanza di Francavilla Fontana che dall’alba sta eseguendo sette ordinanze di custodia cautelare, cinque delle quali ai domiciliari. Si tratta dei responsabili di dieci società che operavano sul territorio di Francavilla e nelle zone limitrofe che, in accordo tra loro ed attraverso l’emissione di fatture false, avrebbero messo in piedi la frode. Il tutto attraverso un “castello” di carte false che ha permesso l’ottenimento di finanziamenti pubblici per due milioni di euro ma anche di evadere l’Iva per importi ingenti. I particolari dell’operazione verranno illustrati alla 10.30 nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso il comando provinciale della guardia di finanza di Brindisi.

sabato 26 gennaio 2008

TAR: il concorso per vigili urbani a tempo determinato è legittimo

Fonte Brundisium.net, 26.1.2008

Dopo la vergognosa campagna di stampa orchestrata contro l’Amministrazione Comunale dai soliti mistificari, finalmente il T.A.R. di Lecce ha ristabilito la realtà dei fatti dichiarando il concorso per vigili urbani a tempo determinato indetto dal Comune di Oria pienamente legittimo. Infatti, con Ordinanza emessa nella Camera di Consiglio del 10.01.2008, il T.A.R. di Lecce ha RESPINTO la domanda incidentale di sospensione avverso la deliberazione di G.M. con la quale veniva indetta la “Selezione Pubblica per la predisposizione della graduatoria per l’assunzione a tempo determinato di Istruttori di Vigilanza Urbana”, la deliberazione con la quale veniva nominata la Commissione Giudicatrice e gli atti successivi di approvazione della graduatoria, nell’ambito del ricorso proposto da Zanzarelli Valentina contro il Comune di Oria.

Entrando nel merito, il TAR di Lecce ha dichiarato la composizione della Commissione Giudicatrice pienamente legittima e rituale, e corretto lo svolgimento della selezione, essendo state pienamente rispettate le norme contenute nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Oria in materia di assunzioni del personale a tempo determinato.

Questa è la risposta concreta ed inoppugnabile ai detrattori della Amministrazione Comunale di Oria e del suo Sindaco, i quali avevano denunciato errori procedimentali; quando non proprio brogli e favoritismi, con toni palesemente e vergognosamente propagandistici.
L’Amministrazione Comunale di Oria ed il suo Sindaco si sono proposti sin dal loro insediamento IMPARZIALITA’ e TRASPARENZA, oltre che il puntuale rispetto delle regole, nell’interesse esclusivo della collettività.

Certo questo modo di amministrare non può essere neppure compreso da chi è stato abituato solo a “brigare” per ottenere “favori” o per trarre benefici per la sua parte o personali.

Zanzarelli Valentina è stata difesa dall’Avv. Pietrantonio Denuzzo, mentre il Comune di Oria si è avvalso della difesa dell’Avv. Carlo Caniglia.

Il Sindaco di Oria
Cosimo Ferretti

Galà del Balletto al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

Balletto di Puglia e Tony Candeloro presentano "Galà del Balletto". Coreografie di Tony Candeloro.

fonte cannibali.it

Tony Candeloro, nato ad Oria (Brindisi) è uno dei ballerini di spicco sulla scena europea di oggi. Da qualche anno dirige alacremente e con successo la compagnia Balletto di Puglia, coordinata dall’Associazione Michel Fokine, di cui lo stesso Candeloro è il fondatore; presenta diversi programmi teatrali e spettacoli, talora correlati a mostre ed eventi culturali, presso i più prestigiosi teatri ed enti lirici italiani ed internazionali; per esempio, nel recente passato, il Centro de la Villa di Madrid, il Centre Erik Satie di Parigi, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Regio di Torino ecc.; consueta è poi la partecipazione ai grandi Festival, come quelli internazionali di Cuba, Miami (USA) e Biarritz (Francia).
La compagnia è unica in Italia ad avere un repertorio di titoli così noti e al tempo stesso così ricercato e a proporre al pubblico una personale e suggestiva ricostruzione dei Balletti Russi di Diaghilev, di cui lo stesso Candeloro è ritenuto uno dei pochi esperti rivisitatori. L’artista inoltre mette a disposizione dell’Associazione una delle più ricche collezioni private europee di stampe, libri, costumi, programmi, disegni e altro sulla danza dal ‘600 alla metà del Novecento, dal Barocco al Romanticismo, fino ai Balletti Russi: Collezionando l’Effimero, che a volte viene esposta interamente o frazionata in diversi settori. La collezione possiede non solo rarità strettamente attinenti alla danza ma anche disegni e bozzetti di Jean Cocteau, Leonor Fini, Antoni Clavé ed altro.
Insieme con Toni Candeloro, si esibiscono col Balletto di Puglia artisti di prestigio quali Luciana Savignano, Lorna Feijóo, Raffaella Renzi, Alessandro Molin, Marco Pierin ed altri.
La compagnia, che è riconosciuta, fin dal suo primo anno di attività, dal Ministero per i Beni Culturali, ha al suo attivo tournée nazionali ed internazionali, oltre ad essere impegnata in ideazioni di “prime” ed eventi culturali con l’apporto di diverse personalità dell’arte e della cultura in generale.

giovedì 24 gennaio 2008

RIMANE FOLGORATO MENTRE RUBA RAME DA UNA CABINA DI TRASFORMAZIONE

fonte BrindisiTG24, 24.1.2008 Una vera e propria tragedia quella che si è consumata in Contrada Cerrito, una zona agricola a quattro chilometri dalla frazione brindisina di Tuturano. Un uomo è rimasto folgorato ed è stato trovato stamattina verso le otto e trenta da un contadino. Pare che la vittima – il 40enne di Oria Francesco Zantonini - fosse entrata in una cabina di trasformazione a media tensione. Prima ha divelto il catenaccio della porta d’ingresso, poi ha tolto la grata di protezione ed infine ha tagliato i fili. E’ a questo punto che è rimasto fulminato da una scarica di corrente elettrica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tuturano e del Comando provinciale di Brindisi, i quali hanno ipotizzato che l’uomo si fosse introdotto nella cabina di trasformazione per asportare il rame contenuto nel generatore di corrente. La vittima è stata trovata con la faccia rivolta verso terra. Sul posto anche il magistrato Cristina Fasano che ha proceduto ad interrogare parenti ed amici dell’uomo, oltre a diversi pregiudicati di Brindisi e di Oria, alla ricerca di qualche elemento utile alle indagini. L’uomo sarebbe deceduto ieri. La conferma viene dal fatto che i familiari hanno riferito agli inquirenti che l’ultimo contatto con la vittima risale proprio a ieri mattina a mezzogiorno, quando Zantonini ha fatto una telefonata a casa. Per domani, intanto, è stata disposta l’autopsia.

Arresto per molestie telefoniche, minacce ed ingiurie

fonte Comando Provinciale Carabinieri, 24.1.2008

A Oria, militari della locale stazione cc. hanno tratto in arresto, su ordine di ripristino della pena detentiva, emesso dal tribunale di Taranto, L.A., 53enne del posto, per “molestie telefoniche, minacce ed ingiurie”. L’uomo, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, era stato deferito in stato di liberta’ dagli stessi carabinieri, perche’ importunava, ripetutamente e a mezzo telefono, l’ex convivente.

Volontari a lavoro

Fonte Comune di Oria, 24.1.2008 (foto Comune di Oria)Durante la settimana della commemorazione della Shoa i ragazzi del Servizio Civile Nazionale, progetto "Oria in Costume", hanno accolto le scuole di diverse città pugliesi venute ad assistere alla rappresentazione teatrale di Gino Cesaria, famoso attore locale. I ragazzi sono intervenuti attraverso un piccolo punto di informazione e assistenza turista illustrando ai professori il patrimonio culturale fruibile e tutte le possibilità ricreative che la città offre.

mercoledì 23 gennaio 2008

Lettere anonime, l'opposizione diserta

Assenza in assise della minoranza per il "clima di intimidazione ai danni dei consiglieri"


di Eliseo Zanzarelli, Senzacolonne, 23.1.2008

Un Consiglio comunale insolito quello andato in scena ieri nel primo pomeriggio presso la locale sala consiliare.
La seduta è stata infatti disertata dalle forze d'opposizione, assenti per una motivazione ben precisa e preannunciata.
Una motivazione non basata su qualche normale tema politico "caldo", né tanto meno sull'ordine del giorno fissato per l'assemblea di ieri - unico punto: corresponsione del gettone di presenza ai consiglieri comunali -, per la cronaca approvato dalla maggioranza.
Una motivazione invece piuttosto forte, che ha scatenato nei giorni scorsi gli strali, ampiamente manifestati in un comunicato emesso dalla locale sezione del Pd, contro un clima politico-amministrativo teso ed additato come intimidatorio. La diserzione degli scranni consi liari ha tratto origine dalle lettere anonime recapitate al Comune qualche giorno addietro e denuncianti presunte situazioni d'abuso edilizio perpetrate dai consiglieri comunali Domenico D'Ippolito
e Mauro Marinò, entrambi geometri e progettisti di importanti complessi residenziali, entrambi all'opposizione.
Le denunce anonime avevano comportato diversi sopralluoghi della Polizia Municipale presso il cantiere sotto la responsabilità tecnica del primo (in via Francavilla) ed un sequestro lampo, durato una sola giornata - disposto e subito revocato dal pubblico ministero di turno - presso la costruzione progettata dal secondo (in via O ria-Sava). Il tutto, alla vigilia di un consiglio comunale, quello previsto per lo scorso 16 gennaio, in cui si sarebbe dovuto discutere anche dell'assegnazione di una particella di proprietà comunale proprio al geometra Marinò.
Consiglio comunale, alla luce di questi fatti, slittato.
Dura era stata la reazione delle opposizioni al clima ingenerato dalle missive, di fatto anonime in quanto redatte da un tale inesistente "Gioacchino Fedeli".
Un'aula di solito affolla
ta quella di Palazzo di Città, che ieri era popolata dai soli consiglieri di maggioranza, neanche tutti a dire il vero. Il sogno di qualsiasi forza di governo, forse, quello di non avere, una volta tanto, le opposizioni ad infastidire le discussioni. Non proprio obiettivamente onirica la situazione venutasi a creare ieri. Le assenze in Consiglio sono infatti state ritenute pesanti anche dall'Amministrazione, che per bocca del primo cittadino ha voluto esprimere il proprio punto di vista sulla intricata faccenda, cogliendo l'occasione per tirarsi fuori dai brutti scherzi giocati ai danni dei due professionisti ed attivisti politici.
Il sindaco Cosimo Ferretti ad un certo punto ha affermato: "Io sono il primo a voler discutere di queste cose (delle accuse dell'opposizione circa il clima politico avvelenato) in Consiglio, ma non accetto proclami da parte dell'opposizione. Non ho mai avuto, in tutta la mia vita, a che fare con la Procura, ma ci sto avendo a che fare da quando sono stato eletto sindaco di questa città. Questo sindaco, Amministrazione, questi consiglieri (di maggioranza, ndr), hanno la coscienza pulita e stanno operando in piena trasparenza e continueranno a farlo, ed è forse la prima volta nella storia di questo paese, ma forse a qualcuno questo non piace. Quando queste situazioni incresciose sono occorse al sottoscritto in un recente passato, il silenzio mi ha espresso la solidarietà più grande, non chi oggi si lamenta".
Ha condannato l'episodio delle lettere di denuncia anche il presidente del consiglio comunale Gianfranco Sorrento. Nonostante quelle che, forse, volevano rappresentare parole di distensione ed apertura al dialogo, l'aula è rimasta semideserta: gli oppositori, alcuni dei quali presenti tra il pubblico, convinti di quanto in precedenza affermato, proprio non hanno voluto saperne di occupare le poltroncine lasciate vacanti. "Non parteciperemo più ad un consiglio comunale - avevano fatto sapere nei giorni scorsi - finchè non sarà ristabilito un clima di serenità e di agibilità democratica".

Convocazione Consiglio Comunale

Il Consiglio Comunale è convocato per martedì 29/01/2008 alle ore 15,30 in seduta ordinaria di 1^ convocazione ed occorrendo in seduta di 2^ convocazione per il giorno 30/01/2008 alle ore 15,30.
Saranno trattati i seguenti argomenti:
1) Lettura ed approvazione verbali seduta precedenti;
2) Approvazione Statuto del Consorzio "Autorità" d'Ambito per la Gestione del Servizio Idrico Integrato della Regione Puglia (Ato Puglia)

L'intervento del Consigliere Carone (Pd) al Consiglio Comunale

fonte Brundisium.net, 23.1.2008

Signor Presidente del Consiglio, signori Consiglieri, signor Sindaco, signori assessori preseti, cittadini presenti,
e’ bene che sappiate che la vostra città e’ governata di fatto da una vera e propria barbarie, che calpesta le regole della legalità e del confronto democratico. Perché?

Perché vi sono persone che, molto molto vicine alle stanze e agli uomini di potere, sanno tutto della vita politica e amministrativa della città tanto da influenzarne e determinarne le scelte.
Dal loro anonimato e dalla loro codardia condizionano pesantemente la vita democratica della città, precipitandola in un cappa di paura e oscurantismo, assolutamente non degna ne’ della sua storia ne’ della dignità e della libertà di ciascuno dei suoi cittadini.
Signori, Dopo mesi di discussione, avvenuta in commissione lavori pubblici, in lunghissime riunioni di maggioranza, che hanno visto il rinvio anche di un consiglio comunale, forse si era ad un passo dal risolvere la questione di un relitto stradale (soli sei mq di terreno!) che non poteva non essere ceduto al dott. Fantini, quale conseguenza di una precedente cessione in favore del comune di Oria intervenuta anni or sono ma mai formalizzata con atto pubblico e di un errata individuazione in loco delle particelle interessate dalla permuta.
- Nonostante la cessione non comportasse alcun indebito arricchimento da parte del dott. fantini;
- Nonostante la cessione non comportasse alcun depauperamento del patrimonio comunale;
- Nonostante la cessione non comportasse alcun costo per le casse comunali;

Ebbene, nonostante ciò, qualcuno dall’ombra, protetto dalla vigliaccheria dell’anonimato, non ha voluto!
Il problema vero e’ che sul suolo del dott. Fantini confinante con la particella di sei mq e’ stato realizzato dal geom. Mauro Marinò, consigliere comunale non più di maggioranza, un complesso edilizio che a qualcuno non e’ proprio andato giù!!! E ciò nonostante un regolare permesso a costruire.

Ma, a chi non è andato giù?
Forse si tratta di qualcuno che ha voluto punire qualcuno? o qualcuno che aveva interesse allo sfruttamento dell’area? o qualcun altro che avrebbe voluto metterci le mani? o ancora qualcuno tra chi pensa che l’iniziativa economica serva per spremere qualche posto di lavoro e qualche clientela?
Purtroppo non lo sappiamo.
Ma costui, o costoro, ha inviato una denuncia anonima, generica, contente affermazioni non veritiere, sulla base della quale nel giro di poche ore il cantiere e’ stato posto sotto sequestro penale e avviata una indagine penale ad iniziativa di un magistrato attento e di un funzionario comunale solerte.
E ciò è successo proprio nel giorno, il 15/01/08, in cui il Consiglio Comunale era stato convocato per l’esame della questione e che, probabilmente e sulla scorta dell’istruttoria degli uffici competenti, avrebbe potuto pronunciarsi favorevolmente.

Ma ad Oria la discussione non avviene apertamente, le decisioni non vengono prese nelle sedi deputate ed opportune, nelle sedi istituzionali (!), le questioni non sono esaminate alla luce del sole nel confronto delle idee e delle tesi pur diverse, in un consesso democratico e secondo le regole democratiche del dibattito.
No, ad Oria prevale la prepotenza, la tracotanza e il clima di paura e di suggestione nei confronti di chi non si piega al volere del potere (occulto), che evidentemente regola le sorti della città!
Così, quando era ormai certo che il Consiglio Comunale avrebbe aperto la discussione, affrontato la questione e votato (democraticamente!), ecco la denuncia anonima e cattiva per bloccare tutto e intimidire tutti:
per paralizzare l’iniziativa economica di chi quel complesso edilizio lo ha costruito;
per paralizzare il Consiglio Comunale nell’esercizio sovrano delle sue prerogative istituzionali e democratiche;
per tutelare (si fa per dire, naturalmente), la volontà di quei consiglieri (molti, definiti dalla denuncia) che “vedono la cosa non legale”: a proposito, ma chi erano questi consiglieri ?
Sia chiaro: se ve ne sono ben venga la loro libertà di “vedere la cosa non legale”.
Ma una domanda sorge spontanea: sono disposti ad accettare questo intervento violento e meschino in loro favore? Si spera davvero di no!
Ad Oria esiste ormai un pesante clima di intimidazione e condizionamento, non può più essere tollerato l’uso spregiudicato di metodi clientelari e assistenzialistici.

Signori - non possiamo consentire che l’iniziativa economica, già asfittica, sia così pesantemente condizionata;
- non possiamo consentire che il ricatto e la delazione condizionino le regole della legalità e della vita democratica;
- non possiamo consentire che le decisioni siano prese fuori dai luoghi deputati dalla legge a decidere.

Ma se tutto ciò è vero, come chi vi parla ritiene sia vero,
A che serve un sindaco che non decide se a decidere e’ qualcun altro al suo posto?
A che servono gli assessori se le scelte e le direttive sono prerogativa di qualcun’altro?
A che serve un Consiglio Comunale che non può più decidere?

Vogliamo forse che episodi analoghi si ripetano? Io chiedo una ribellione delle coscienze e dei comportamenti Di tutti
Ribelliamoci, denunciando pubblicamente questo gravissimo ed insopportabile stato di cose.