La giudice Simona Panzera che dovrà decidere in merito alla richiesta di rimessione in libertà o «domiciliari» che sarà presentata oggi dall’avvocato Pasquale Annicchiarico
fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 31.1.2008
Hanno raccontato la loro versione dei fatti, giustificando il loro operato dinanzi alla giudice Simona Panzera che li ha fatti arrestare, i due imprenditori che si trovano in carcere con l’accusa di aver ottenuto illecitamente e attraverso false fatture un contributo comunitario per la realizzazione di un albergo a Campomarino. Il primo a rispondere alle domande del giudice è stato Gustavo Erario. Assistito dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, l’imprenditore ha spiegato di aver ottenuto solo la prima tranche del finanziamento di circa 600mila euro e di aver avviato con quei soldi i lavori dell’albergo. Erario ha riferito di essersi trovato poi in difficoltà e di aver chiesto fatture per lavori realizzati solo in parte. Poi, ad essere interrogato è stato il costruttore Antonio Guida.
Guida, anche lui difeso dall’avvocato Annicchiarico, ha spiegato di aver svolto i lavori relativi alla prima tranche del finanziamento e di aver presentato fatture per lavori solo in parte realizzati ma che dovevano essere comunque conclusi con gli stessi importi. La necessità di lavorare, dunque, lo avrebbe portato ad accelerare l’iter contabile.
Poi, i lavori si sono bloccati e sono fermi da almeno due anni. Forse già questa mattina, l’avvocato Annicchiarico intende chiedere la rimessione in libertà per i due imprenditori (entrambi incensurati) alla stessa giudice che potrebbe sciogliere la riserva nei primi giorni della prossima settimana.
fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 31.1.2008
Hanno raccontato la loro versione dei fatti, giustificando il loro operato dinanzi alla giudice Simona Panzera che li ha fatti arrestare, i due imprenditori che si trovano in carcere con l’accusa di aver ottenuto illecitamente e attraverso false fatture un contributo comunitario per la realizzazione di un albergo a Campomarino. Il primo a rispondere alle domande del giudice è stato Gustavo Erario. Assistito dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, l’imprenditore ha spiegato di aver ottenuto solo la prima tranche del finanziamento di circa 600mila euro e di aver avviato con quei soldi i lavori dell’albergo. Erario ha riferito di essersi trovato poi in difficoltà e di aver chiesto fatture per lavori realizzati solo in parte. Poi, ad essere interrogato è stato il costruttore Antonio Guida.
Guida, anche lui difeso dall’avvocato Annicchiarico, ha spiegato di aver svolto i lavori relativi alla prima tranche del finanziamento e di aver presentato fatture per lavori solo in parte realizzati ma che dovevano essere comunque conclusi con gli stessi importi. La necessità di lavorare, dunque, lo avrebbe portato ad accelerare l’iter contabile.
Poi, i lavori si sono bloccati e sono fermi da almeno due anni. Forse già questa mattina, l’avvocato Annicchiarico intende chiedere la rimessione in libertà per i due imprenditori (entrambi incensurati) alla stessa giudice che potrebbe sciogliere la riserva nei primi giorni della prossima settimana.





